Più di cento anni per una case history
di famiglia
Dal 1897 al secondo dopoguerra
Nel 1897 era solo una mescita di vino, un'osteria brianzola a Contra, la frazione di Missaglia dove ha ancora sede l'attuale Casa vinicola Caldirola. Fu proprio questo il luogo in cui Ferdinando Caldirola inizia la storia che legherà per tre generazioni la sua famiglia alla tavola degli italiani.
Dagli anni quaranta con il figlio Gaetano, il locale di ritrovo si trasforma in un punto vendita più articolato, una salumeria che coinvolge tutto il gruppo familiare. All'inizio è solo una piccola realtà commerciale ma il vino inizierà a riappropriarsi di un destino iniziato cinquantanni prima e animerà obiettivi molto coinvolgenti. |
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Non solo Barbera
Gli anni sessanta
Il vino è un prodotto amato, crea buon umore, scalda la tavola. Negli anni sessanta Gaetano Caldirola esplora il meglio delle cantine del Piemonte: barbera, nebbiolo, moscato per cominciare. Sono sette i collaboratori che iniziano a imbottigliare con lui. Le apparecchiature sono manuali, il camion ancora uno solo per trasportare il vino dalla stazione ferroviaria a Missaglia. La piccola impresa funziona, le osterie della zona apprezzano i fusti, le damigiane ma anche le bottiglie.
Niente etichetta ancora, ma capsule colorate per distinguere i vitigni e sul vetro in rilievo "Vini Caldirola". I formati ridotti, i quartini, conquistano un nuovo tipo di clientela e si apre il business delle mense aziendali. Nel decennio successivo i nomi si faranno importanti: Innocenti, Alfa, Bianchi, Falk, Pirelli, Vismara... |